Le luci della LumoSquare sono pronte a riaccendersi per la seconda giornata del campionato di Serie A2 Old Wild West: domenica 4 ottobre (palla a due alle ore 18, arbitri Giovannetti, Gai, Mammola) la Lumos Pistoia incrocerà i guantoni davanti al proprio pubblico con la Reale Mutua Torino per riuscire ad ottenere la prima vittoria stagionale e fare un primo regalo ai tifosi che invaderanno via Fermi. Una “prima” casalinga che vedrà anche la presenza del sindaco del Comune di Pistoia Giovanni Capecchi e dell’assessore all’urbanistica Riccardo Trallori. Per quanto concerne il prepartita, invece, la parola è andata come di consueto a coach Franco Ciani per delineare i tratti di una sfida non banale sia dal punto di vista sportivo che da quello dei corsi e ricorsi storici.
“Sicuramente uno dei temi principali di questa gara sarà il voler superare, da parte di entrambe le squadre, le sconfitte della prima giornata di campionato – ha così esordito coach Ciani – Si affronteranno due team che hanno un gioco e un sistema diversi, quindi penso che a prendere subito piede sarà l’idea di imporre il proprio ritmo e le proprie cadenze per prendere in mano il controllo delle operazioni. Non mi aspetto una Torino dimessa, al contrario: hanno giocatori di orgoglio e vorranno avere un impatto già nei primi minuti della gara. Senza dubbio la loro cifra tecnica non è quella che può essersi vista nella prima partita. Noi invece dovremo proseguire il nostro cammino: a Livorno abbiamo disputato un match a cui sono mancati solo i due punti in classifica, e non è poco. Seguendo il nostro percorso di crescita, approcceremo questa sfida e cercheremo di conseguire un risultato diverso”.
Pistoia-Torino sarà dunque, come noto, la partita dei tanti ex, da una parte e dall’altra del campo. Ma rappresenterà anche quel debutto casalingo che tutte le componenti del Club e i tifosi hanno atteso per mesi, con la volontà di tornare a respirare l’atmosfera di una LumoSquare che in questa stagione potrà tornare ad essere il fortino difficile da espugnare per le avversarie.
“Ci sono tanti intrecci professionali, affettivi e personali in questa partita: tutte cose che chiaramente si annulleranno al momento della palla a due. I ricordi e le amicizie si celebrano prima e dopo, così come la reminiscenza della famosa finale promozione di tre anni fa. Domani racconteremo una storia diversa, perché il passato si custodisce e fa parte della nostra formazione, mentre il presente avrà la maggiore importanza in quei 40 minuti. Per noi sarà anche un debutto di fronte al nostro pubblico e vogliamo onorarlo al meglio con una vittoria. Ciò che possiamo garantire è che i ragazzi hanno lavorato molto duramente durante questa settimana, non fermandosi davanti a quel tiro di Graves ma pensando solo a ciò che potrà favorire un’ulteriore crescita dei singoli e del gruppo”.
Ci sono poi gli avversari, con quel giusto equilibrio tra esperienza e giovinezza, a rimanere tra i focus principali di coach Franco Ciani e del suo staff: un gruppo che l’allenatore biancorosso non vuole trattare in modo superficiale, ma di cui sottolinea tutte le possibili armi. Ma la concentrazione resta tuttavia anche sulla sua Lumos e sul percorso di crescita che sta compiendo.
“Torino ha sicuramente una componente di giocatori giovani anagraficamente e nell’approccio a questo livello, quindi dovremo tenere conto del loro modo di accostarsi un po’ più leggero ed incosciente a queste sfide. Ma ci sono anche i giocatori cardine del roster che invece hanno già vissuto molte stagioni in questo campionato: penso a Massone, Pepe, Allen, Del Chiaro e Ghirlanda per esempio. Senza dimenticare Harvey che, pur al debutto in Italia, ha messo insieme numeri impressionanti nella prima lega svedese. Indubbiamente noi abbiamo una componente di esperienza maggiore all’interno del nostro gruppo squadra e dovremo far pesare questo fattore nei momenti chiave della partita. Dovremo continuare ad avere la solidità difensiva che abbiamo mostrato a Livorno e nella maggior parte della pre-season, oltre a provare ad innalzare le nostre medie realizzative. Walker? Sa di avere un ruolo che porta con sé particolari responsabilità, ma anche che queste gli vengono date perché c’è fiducia nei suoi confronti. Nei momenti chiave è giusto che questo compito gli venga assegnato, non addossato”.
