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Le prime parole in biancorosso di Ife Ajayi: “Ho scelto Pistoia per la sua storia: voglio aiutare il Club a scrivere nuovi importanti capitoli”

In casa Lumos Pistoia Basket 2000 è arrivato il tempo di conoscere da vicino uno dei protagonisti della prossima stagione di Serie A2 Old West. Ai microfoni della Sala Hospitality della LumoSquare si è presentato infatti il lungo Ife Ajayi: ad accompagnarlo al tavolo il direttore sportivo biancorosso Mauro Sartori insieme a Marco Peruzzi e Mattia Pazzaglia, rispettivamente CEO e co-founder di Joker Floors.

La suddetta azienda, infatti, ha rinnovato il proprio impegno da Platinum Sponsor del Club, dopo una prima stagione in cui il suo contributo ha portato valore anche all’importante iniziativa sociale “RiqualifichiAmo” con la realizzazione dei playground finora inaugurati. E la presenza di Joker Floors è stata giustificata anche dalla scelta di Ajayi come volto di questa nuova annata.

“Il rinnovo col Pistoia Basket non ha richiesto tante riflessioni – così il co-founder di Joker Floors Pazzaglia – Per noi l’anno scorso è stato come entrare in una vera e propria famiglia e, nonostante l’ultima stagione sia stata tribolata, non abbiamo avuto alcun dubbio. Siamo sicuri che questa sarà un’annata di riscatto: abbiamo provato un grande coinvolgimento emotivo nel nostro primo anno da sponsor e siamo contenti di continuare questo percorso insieme”.

“Abbiamo provato una grandissima soddisfazione quando è stato ufficializzato l’acquisto di Ife Ajayi – queste le parole del CEO Peruzzi – Parliamo di un giocatore che non ha certo bisogno di presentazioni, visto che negli anni precedenti ha già avuto modo di mostrare le proprie capacità. Abbiamo avuto modo di conoscerlo personalmente: è un ragazzo splendido con grandi valori e siamo contenti che la sua immagine sia accostata alla nostra azienda. Gli auguriamo di fare il meglio possibile per Pistoia”.

La parola è poi passata al diesse Sartori, che ha introdotto quello che è stato il primo nuovo acquisto dal suo insediamento a Pistoia.

“Ife è un giocatore che è già passato dal nostro campionato e che ha anche esordito in Serie A – questa l’introduzione del direttore sportivo Sartori – Due anni fa ha letteralmente dominato e quando si è presentata l’occasione di firmarlo e portarlo a Pistoia la discussione con lo staff tecnico è durata veramente pochissimi secondi. Oltre all’aspetto tecnico, anche la parte umana ha fatto sì che il matrimonio si potesse fare in tempi brevi: abbiamo apprezzato le sue qualità a livello di comportamento, sensibilità e capacità di essere un leader, a volte silenzioso a volte facendosi sentire coi compagni. E sicuramente è stato importante il lavoro fatto dalla società, a partire dal presidente David, per portare qui un giocatore che aveva un’ampia gamma di scelta per il proprio futuro professionale”.

Infine è stato il momento del numero 33 biancorosso, reduce dalle prime due uscite amichevoli con la sua nuova squadra. In queste due occasioni Ajayi ha colpito immediatamente tutti per il suo fisico imponente e le sue spiccate doti atletiche, oltre che per l’ampio raggio di tiro. E, per iniziare, il lungo nigeriano ha parlato della sua scelta di sposare il progetto Lumos Pistoia.

“Cerco sempre di mantenermi al massimo della forma fisica sia durante la stagione che nel momento di pausa durante l’estate – ha così esordito Ajayi – Naturalmente quello che viene a mancare durante l’off-season sono le partite e quindi si può raggiungere il top solo giocandole: la pre-season in effetti serve a questo, ossia ad arrivare pronti per l’inizio del campionato. Cosa mi ha convinto a venire a Pistoia? Per me è sempre stato importante sentire la fiducia da parte di chi mi cerca: posso dire che non ci ho mai messo così poco a convincermi. Inoltre ha pesato anche il fatto di andare in una squadra che ha giocato diverse stagioni in Serie A, così come la storia del Club. E mi piacerebbe molto contribuire a scrivere nuovi importanti capitoli, rendendo felici i tifosi”.

La conferenza di presentazione si è poi spostata sulle prime impressioni, da parte di Ajayi sulla squadra e sulla preparazione durante la pre-season. In queste prime settimane l’ex Torino e Cantù ha avuto modo di ritrovare alcuni suoi ex compagni come Caleb Waker e Matteo Schina, oltre all’assistant coach Alessandro Iacozza, e di iniziare a conoscere quelli con cui condividerà per la prima volta il parquet e lo spogliatoio.

“In questa pre-season il nostro coach e lo staff stanno facendo un grande lavoro nel guidarci passo dopo passo e non sovraccaricarci a livello di concetti di gioco. Dobbiamo imparare a giocare di squadra: penso che abbiamo un bel gruppo e che ci siamo presentati tutti in ottima forma. Ci vorrà il giusto tempo per trovare la chimica in campo ma, come ho già detto, il coach ci sta preparando bene al lungo e difficile campionato che ci aspetta. Walker? Per me è un onore condividere di nuovo lo spogliatoio con lui. Abbiamo giocato insieme quattro anni a Nancy e lì abbiamo sviluppato un bel rapporto e anche un’ottima chimica in campo. Viene dalla vittoria del campionato, ha molta esperienza e può essere un aiuto e un esempio per me e tutti i nostri compagni italiani. Con questi ultimi sarà molto importante continuare a conoscerci sia dentro che fuori dal campo per poter dare il meglio quando inizierà la stagione”.

“Questa è la mia prima esperienza in una squadra con una proprietà americana – ha poi concluso Ajayi – Ho avuto diverse conversazioni con il presidente David e ho potuto constatare la sua conoscenza del gioco e la sua forte connessione con la città di Pistoia. Da parte mia c’è la volontà di lasciare un segno qui, aiutando il club e la squadra a fare qualcosa di storico, che può essere vincere il campionato. Ci possono essere state stagioni negative, ma quest’anno abbiamo una grande opportunità di fare qualcosa di importante. Che tipo sono? Ho un gatto e mi piace stare molto a casa con lui. Ma mi piace anche esplorare i posti dove vado con la mia fotocamera: è uno dei vantaggi di essere un giocatore professionista poter viaggiare e conoscere paesi e culture diverse. Chiaramente mi piace la cucina italiana, così come quella africana. Il mio approccio, quando viaggio e mi immergo in una nuova realtà, è sempre molto aperto nel conoscere e provare nuove cose”.